Un po’ di storia della politica leinicese

di Toni Balbo

La politica ha da sempre diviso le comunità in parti contrapposte fra chi la pensava, in modo più o meno consapevole, in una maniera anzichè in un’altra.
A Leinì abbiamo notizia (Paviolo) che durante la Rivoluzione francese la popolazione si divise fra “Brandisti” e “Giacobini”. I primi erano per il Re (realisti), i secondi per la Repubblica.
Verso la fine del 1800 dal diario di Secondo Cravero apprendiamo che i partiti a Leinì erano due: il clericale e il popolare.
Anche allora si faceva propaganda per convincere gli elettori: i parlamentari del gruppo più vicino alla Chiesa, regalavano piatti in ceramica con raffigurate scene di politica elettorale.
Due di questi piatti mi sono stati segnalati da un nostro concittadino e questa è la fotografia (clicca sopra per ingrandire):

Piatto 2 rit ridPiatto 1rit rid

 

Sul retro la scritta: “Giro elettorale – Soc. ceramica italiana”.

Del 1925 la tessera di adesione al Partito Popolare Italiano di un leinicese con la firma a timbro del Segretario politico De Gasperi.

Tessera PPi corr

Del 1946 la tessera del Partito Socialista Italiano, sezione di Leynì, recante la firma a timbro del Segretario Nenni.

Tessera PSI 1ridTessera PSI 2 b rid

La torre di Leinì.

di Toni Balbo

Maestosa, semplice ed elegante svetta sull’abitato di Leinì una torre risalente forse al XIII secolo, della quale i leinicesi ne sono civilmente orgogliosi.
I narratori Casalis e Bertolotti descrivono così il bel manufatto:
Casalis 1841: “
Sulla pubblica piazza assai vasta si veggono il palazzo comunale costrutto non è gran tempo, e l’antico castello, già spettante ai feudatari di Leynì, oggi in gran parte demolito; vi sta tuttora in piè una gran torre di forma quadrata e di notevole altezza la quale sembra opera del secolo XIII” (fra il 1200 e il 1300).
Bertolotti 1867: “
Di questo castello resta ancora qualche sala ed un’alta torre quadrata, creduta opera del secolo decimoterzo, a cui piedi sonvi giardini con pergolati”.
Cioè, praticamente, salvo una datazione incerta, non se ne sa nulla!   Continua a leggere La torre di Leinì.

Il tricentenario dell’apparizione della Madonna a Leinì

Proponiamo l’articolo apparso su La Stampa riguardante i festeggiamenti per il tricentenario della apparizione della Madonna delle Grazie. Abbiamo omesso la lunga descrizione dell’evento miracoloso, già conosciuto dai leinicesi, consistito nella apparizione della Madonna al sordomuto Regina che, pregandola affinché facesse cessare la peste, riacquista i sensi perduti. Per tale fatto la comunità fece costruire il Santuario. Continua a leggere Il tricentenario dell’apparizione della Madonna a Leinì

La casa delle fate a Leinì

di Toni Balbo

Anche in materia di orchi, gnomi, fate e altre figure leggendarie, Leinì non ha rivali.
Era circa la metà degli anni 50 del secolo scorso quando, in occasione di una delle prime gite in bicicletta con le mie sorelle, dopo ben un chilometro e mezzo, vediamo in mezzo ai prati un fabbricato moderno tutto bianco e con il tetto piano. Già questo fatto, abituati noi a vedere solo case e cascine con i tetti spioventi coperti di coppi, ci apparve come inusuale e fantastico. Il portoncino di ingresso era fatto con doghe a lisca di pesce dipinte alternativamente di verde scuro e verde chiaro, anche gli altri serramenti erano dipinti così. Ma c’è di più, alla ringhiera di un ampio terrazzo rivolto a mezzogiorno era stesa una pelle di tigre! Continua a leggere La casa delle fate a Leinì

Leynì a Vittorio Ferrero

Dalla Gazzetta Piemontese del 5-6 ottobre 1891

Leynì a Vittorio Ferrero
Le feste inaugurali del monumento che Leynì ha innalzato all’eroe di San Salvario riuscirono assai bene, quantunque non siano state molto favorite dal tempo, sempre minaccioso.
Per la circostanza solenne il simpatico Comune si era vestito a festa con drappi, bandiere, stemmi, pennoni tricolori sventolanti al vento per le vie principali e sulla piazza maggiore, dove era stato eretto altresì un ampio padiglione coperto destinato al ballo pubblico ed un ben fornito banco di beneficenza. Continua a leggere Leynì a Vittorio Ferrero

Il catasto a Leinì nel 1700

di Toni Balbo

Ho avuto modo di consultare due documenti riguardanti il catasto delle proprietà dei leinicesi: “Leÿnì – Ricauo dei beni feudali – 1707” e “Riccavo delle Reggioni che compongono il Terittorio della Communità di Leÿnì – 1757”.
Gli elenchi riportano i dati salienti delle proprietà e cioè: il numero d’ordine, la regione dove è situato il bene, la proprietà, la qualità della coltura o del fabbricato, la misura della superficie, l’estimo del valore del bene e l’allibramento cioè il calcolo del reddito imponibile. Continua a leggere Il catasto a Leinì nel 1700

Eleonora Duse a Leinì

di Toni Balbo

Eleonora Duse (Vigevano 1858 – Pittsburgh 1924) fu una grande attrice drammatica del teatro italiano, famosa in tutto il mondo per le sue interpretazioni delle opere più struggenti, tanto da essere chiamata “la tragica”!
Interpretò anche opere di Gabriele D’Annunzio con il quale ebbe un tormentato rapporto.Duse 1Ebbene, quando la Duse, già famosa, partorì nel 1882 la sua unica figlia Enrichetta, era a Torino e considerati i suoi impegni teatrali fu costretta a “dare a balia” la neonata.
Per intervento della contessa Ciarvini, con la collaborazione del sindaco di Leinì cav. Bonis, del medico cav. Vallino e del parroco don Ferrero, venne scelta la moglie di Carlo Bianco, Maria, contadina della borgata Roveglia che aveva avuto da poco una figlia. Il dott. Vallino affermava che “Maria era prosperosa e aveva latte non per due, ma per una mezza dozzina di bambini”. Continua a leggere Eleonora Duse a Leinì

Da Torino a Leynì in tranvia

Vi propongo l’articolo pubblicato sulla Gazzetta Piemontese del 25 giugno 1883 riguardante l’inaugurazione della linea Torino – Leinì avvenuta il giorno precedente.

“Le tranvie piemontesi registrano nei loro annali un altro trionfo: l’apertura della linea Torino – Leynì, lunga 13 chilometri.
Questo importante tronco, atteso, desiderato da lungo pezzo, non deve fermarsi però alla fertile e laboriosa Leynì, ma dovrà spingersi, col tempo, fino a Castellamonte e fors’anche a Cuorgnè da Pont Canavese. Continua a leggere Da Torino a Leynì in tranvia

Monache Giuseppine

di Toni Balbo

A proposito di avvenimenti che richiamano la famosa rivalità fra Peppone e don Camillo, vi propongo la seguente annotazione di Secondo Cravero nel suo diario (vedi La storia minore n. 9):
Monache Giuseppine, sono partite da Leynì il 16 agosto dell’anno 1896. Queste suore dovevano partire con la tramvia delle ore 7,30 del mattino e vi era un comitato popolare che voleva fargli gli onori della partenza perché se lo meritavano.  Continua a leggere Monache Giuseppine